When I wake up in my make up (it’s too early for that dress) pt.II

Premetto che all’epoca (non la discoteca simil-Sound ma il periodo) non conoscevo l’inglese. E’ una cosa importante, perchè le parole di quella canzone mi si impressero nella mente meglio di mille lezioni.

Non conoscevo la sua storia, strettamente correlata con altro; conoscevo l’ALTRO. Mi piacevano i Nirvana, nel 1998, l’anno della mia Rinascita, nonostante fossi ancora nell’onda dell’elettrorock descritto due post fa.

Ma nonostante fossi diventata una ninfetta stronza, qualcosa mancava; avevo un background culturale e sociale che mi avrebbe portato ad incontrare virtualmente una persona, adorarla, assumerne gli atteggiamenti e poi ripudiarla; seguirla, anche nella musica.

Una notte del 1998 rubai il mio scooter dai ferri tutoriali genitoriale e scappai di casa; era inverno, avevo un lungo cappotto nero, l’ombretto argentato indistruttibile anche dopo due giorni (e spesso dormivo con le lenti, beati occhi freschi che sto pagando ora) l’eyeliner aereodinamico e tutto si fondeva dopo due km in inverno per le lacrime da freddo.

Approdai, dopo un giro di telefonate (col mio nuovo cellulare da boom baby) da una mia ex- amica più grande di me che tutti consideravano pazza ed anche secondo me lo era… Ma era affascinante, grande, grossa e adorava le cose pazze.

Lei dovette andare a lavorare e mi lasciò nel suo appartamento (per fortuna i suoi non c’erano) ad asciugare la mia stupenda ossigenatura e ripassare il trucco. Accesi un paio di candele e presi il libro che mi aveva lasciato ‘se ti và di svagarti un po’: era “Courtney Love, la sua vera storia”, a lungo l’unico scritto ufficiale su di lei (che passòcome unofficial quando furono pubblicati i suoi stupidi diari ‘Dirty Blonde’, mavammorìammazzata -questa sono io ora nei confronti di Courtney ora).

La figura della ragazza kinderwhore mi affascinò, la sua vita mi paralizzò e capii perfettamente il suo dramma come all’epoca, due anni prima, l’avevo capito con Christiane F.

Le parole ‘When I wake up in my make up it’s too early for that dress’ non erano più intese come la celebrazione della sua vita mondana (come avevo inteso io, leggendo il titolo inequivocabile CELEBRITY SKIN), o forse anche sì, MACCHISSENEINCULA!!, vedevo lei in quei vestitini, leggevo i suoi fallimenti, esulavo dalla storia il povero Kurt e vedevo lei in quel video kitsch.

Vedevo lei che si svegliava stordita nel suo trucco e nel suo post sbornia con un vestito da sabato sera e col trucco addosso e si sentiva perennemente inadatta, come me.

Ce l’avevamo fatta ma eravamo ancora inadatta.

Ma vi ricordate Courtney al suo primo intervent… cioè ritoc… cioè nel 1998?

Era una dea.

Lei e Melissa Auf Der Maur.

E fu così che il mio percorso fu completo. Dal make up, l’importanza della maschera (grazie Duca dal 1995), il kinderwhore e le riotgrrrls, la musica che scaturiva dalla rabbia.

Fu così che approdai alla musica, piena di facili ed assimilabili idee confuse da riotgrrrl, vestita perennemente come una scappata di casa sì, ma bisognosa di altri no.

Sembravo pazza e pericolosa, e probabilmente ero solo patetica, ma il primo gruppo dove cantai (gli Under Despired) mi considerava una frontgirl pazza e pericolosa e io li adoravo, specie quando mi ubriacavo e spaccavo tutto e cantavo urlando.

Screaming incazzoso; rock and rage with mascara. Trucco che colava e sempre più vistoso, cerone, ossigenature sempre più terrificanti, birre e vodka in grande quantità e rabbia nutrita sempre meglio tra nuvole di cipria rosata intossicante.

Il rossetto e le pillole.

Le nottate in bagno a modificarmi la faccia.

Le nottate al pc a scrivere il romanzaccio.

Le nottate scappata di casa a ubriacarmi.

Ero pazza, rabbiosa e a volte felice.

La reginetta di bellezza senza corona, altera e perennemente sospettosa, stronza ma capace di colpi di dolcezza inaspettati. Forse li dosavo, forse no. Certo è che , guardandomi indietro, urlavo a tutti ‘capitemi’ ma mi comportavo in un modo che ora giudicherei stronzo per poterlo far intendere.

Avevo un make up da fuggita di casa dopo l’esplosione del reparto profumeria e una notte all’adiaccio.

Era sempre presto per il mio vestito, no way.

Ero sempre inadatta; ma sentivo che sarebbe stata la mia via per farcela. La uso ancora adesso, spesso.

(Disclaimer: non mi piace cos’è diventata Courtney Love, questi sono solo ricordi. Ma la ringrazio per avermeli creati da un libro e dai suoi primi dischi e affanculo la paternità delle canzoni)download (9)

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