‘Ho sempre sognato quel posto accanto al microfono’ Pt V:”…ONE,TWO,THREE,FOUR!!”

Giuro che per il titolo mi è venuta in aiuto la radio, è passata improvvisamente dagli Smashing Pumpkins ai Ramones senza avviso e mi ha sparato un ‘onetwothreefour’ da paura!! 

Però è adatto; iniziammo a suonare specialmente Ramones, Ramones, Ramones, Ramones e… 

RAMONES.

 

Io e TTS eravamo ormai impazzite per i Ramones, vivevamo di Ramones, e le serate dal Mayk (che spesso si protraevano fino alle sei di mattina, ora in cui mia madre incazzata mi chiamava per sapere ‘ndo cazzo stavo!)  erano almeno 3 ore di suonare, provare come al solito quelle quattro canzoni dei Ramones, trovare accordi e studiare le prime versioni di Guitar Pro (bbrrrrrrrrr!!), discutere di video, innamorarsi dei Rammstein, provare strani miscugli di latte in polvere, gelato al tiramisù e caffè (lo fece Mayk una sera e noi quasi vomitammo!), torte che le nostre mamme gli mandavano (probabilmente per tenerci fuori dai piedi), fughe di Tts che si calava dalla finestra del primo piano con la chitarra e veniva poi inseguita dal cane, passeggiate di due metri fuori casa, ostracismo di padrestronzo che aveva riconosciuto in Mayk un suo ex-rivale in musica più dotato, e tanta, tanta, tanta musica.

Cambiammo. Bloccammo il nostro processo di maturazione per due anni; io passai dall’Eko che ridiedi all’amico Corvo ad uno Yamaha Erb verde tutto mio e comprai un paio di microfoni in più. 

Tts personalizzò sempre più la sua Cort (una versione tra la Fender Pacific e la Strato), provammo in spazi talmente ristretti che i manici degli strumenti sbattevano l’uno contro l’altro, convincendo l’una che l’altra lo stava facendo apposta e dando il via a risse epocali, nel quale una volta Tts, come minacciato da mesi, si prese veramente (e con mia grande paura che non volevo farlo apposta!) il basso in testa e quando avevamo bevuto una birra entrambe saltavamo addosso al colosso di uomo che mai, MAI, cedette, bensì ci portava in giro senza fatica.

 

Ogni tanto c’erano ospiti, più spesso c’eravamo solo noi. 

 

Era bello. 

Era il nostro posto caldo nel cuore.

Pensavamo tutto il giorno a noi tre, al nostro ‘gruppo’, e ne parlavamo con tutti. 

 

Coinvolgemmo altre persone nella nostra follia, finimmo persino per avere un cane (che tenette Mayk ma per noi era ‘nostro’), il rottweiler Devil, bello come la morte e giocherellone come un micetto -di 120 chili. Che mi si appoggiava al basso quando salivo le scale. Grazie, Devil. Ti ho amato.-, eravamo felici e provavamo sempre quelle quattro canzoni dei Ramones. 

 

A volte la felicità è fatta di poco.

E basta pochissimo per incrinarla

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